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    Di Pubblicato il 31-10-11 03:48



    Il difficile momento che stiamo vivendo impone di dare la priorità assoluta ai problemi dell’economia e dello sviluppo. Per tale ragione, nel recente passato, ci siamo soffermati principalmente su questi temi. Tuttavia non possiamo non chiederci che partito liberale sarebbe il nostro se non si occupasse con la dovuta attenzione dei diritti civili e della tutela delle minoranze?
    Abbiamo quindi avviato cinque iniziative che riguardano: la istituzione del Garante dei diritti del malato e del disabile, la liberalizzazione delle droghe leggere, il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, la liberalizzazione della prostituzione, le disposizioni sul fine vita. In questa prima nota, mi soffermerò sulle prime due, mentre illustrerò le altre nei prossimi giorni.

    L’iniziativa nel campo della sanità discende dalla consapevolezza delle disfunzioni esistenti in un settore delicatissimo e di grande rilevanza per ciascun cittadino, inquinato dalle interferenze della politica, dall’affarismo e dal clientelismo. Anziché preoccuparsi della salute degli italiani, spesso, le ASL privilegiano le carriere facili di primari, scelti non per merito, ma in base all’appartenenza. Troppo spesso si registrano, altresì, sprechi di risorse per favorire acquisti a cifre esorbitanti di attrezzature e materiali o per pagare forniture inesistenti. Non vi è quasi mai un rapporto adeguato tra costi e benefici, a causa delle spese allegre, oltre a registrare esuberi di personale, rispetto alle reali necessità. Tutto questo dipende dall’interferenza indebita della politica ed è aggravata dal numero eccessivo di Aziende Sanitarie sul territorio, quando ne sarebbero sufficienti una in ogni Regione o, al massimo due, in quelle più grandi. Anche il ricorso alle strutture private in convenzione, che comporta costi sicuramente inferiori, sovente, ha dato luogo a episodi di corruzione, se non al pagamento di prestazioni non corrispondenti al reale.

    L’istituzione di un Garante, da inquadrare tra le Autorità amministrative indipendenti con funzioni di controllo e regolazione della corretta applicazione delle norme concernenti i diritti del malato e del disabile e della verifica di qualità della gestione, alleggerirebbe il lavoro delle Procure, che, nel maggior numero di casi, non dispongono del personale e delle competenze per scoprire e perseguire i reati commessi. Una burocrazia elefantiaca ed un sistema giudiziario non idoneo a dare risposte celeri alle sacrosante richieste del malato e del disabile, marcano la distanza abissale, che, oggi, si registra tra il cittadino ed i suoi diritti più elementari.
    La figura del Garante, di cui proponiamo l’istituzione, potrà rispondere con immediatezza alle richieste degli utenti e sanzionare i comportamenti scorretti o negligenti, rendendo più efficienti i servizi e riducendo gli sprechi. Potrebbe, inoltre, far comprendere che la politicizzazione del mondo della Sanità è una sciagura, che dovrà essere eliminata.
    La istituzione di tale figura di garanzia ristabilirebbe il doveroso rapporto tra autorità e responsabilità, non soltanto nell’ambito sanitario, ma anche rispetto ad altri livelli burocratici, che spesso tendono a negare o comprimere i diritti delle persone malate o disabili.

    La seconda proposta riguarda un approccio laico al difficile tema della coltivazione, commercio e utilizzazione delle droghe leggere, prescindendo da ogni tipo di prevenzione di carattere ideologico o religioso. La constatazione che il fenomeno è in continua espansione, soprattutto nel mondo giovanile e che il traffico degli stupefacenti è la maggiore fonte di finanziamento della delinquenza organizzata, impone un approccio tutt’affatto diverso da quello seguito finora. Siamo quindi decisamente favorevoli alla legalizzazione, ovviamente soltanto per le droghe leggere, di cui è scientificamente provata la modesta incidenza sulla salute.

    L’Olanda, che ha scelto tale strada, non solo non ha registrato una crescita del consumo di queste sostanze, ma ha una percentuale di diffusione (9,7%) inferiore a quella di Paesi proibizionisti, come l’Italia (10,9%) o la Germania (9,9%) per non parlare della Gran Bretagna, (15,8%) dove il consumo è molto più elevato.
    L’obiettivo della legalizzazione è stroncare il commercio illegale, imponendo una coltivazione e vendita, secondo regole molto precise. E’ previsto pertanto il divieto di cessione ai minorenni, nonché la limitazione nella vendita ad un medesimo utente, (non più di cinque grammi giornalieri ) e nel quantitativo di cui sia consentita la detenzione, ( non più di trenta grammi) oltre alla definizione dei luoghi dove ne possa essere consentito l’uso, con esclusione di quelli pubblici, anche per ragioni igieniche e di buon costume.

    Il primo obiettivo è quello di ampliare, come per l’alcool ed il tabacco, l’ambito della sfera delle libertà individuali. Tale scelta impone di prendere atto che il tema del consumo di droghe leggere, (quelle pesanti comportano problematiche ben più complesse) non è materia criminale, ma riguarda la salute pubblica. Un secondo obiettivo è quello di ridurre il consumo, togliendo il gusto del proibito, che, principalmente nei giovani, esercita un fascino enorme. Allo stesso tempo la legalizzazione consentirebbe di esercitare un miglior controllo medico.

    Sicuramente l’alcool, come peraltro il tabacco, sono molto più dannosi per la salute. Tuttavia l’esperienza, principalmente quella del proibizionismo praticato agli inizi del secolo scorso negli USA, ha dimostrato che tale scelta è la peggiore, perché non riduce il consumo delle sostanze nocive e favorisce le attività criminali.
    In una società liberale il confine tra ciò che è lecito, ancorché dannoso per la salute, e ciò che invece è illecito, deve essere netto. Avviare un confronto laico ed aperto, non condizionato da pregiudizi di tipo ideologico su tali temi, può contribuire a ridurre il ritardo culturale che attualmente sconta il nostro Paese, rispetto al Mondo occidentale, cui apparteniamo.
    Di Pubblicato il 13-10-11 21:04



    L'iniziativa di abrogare l'inqualificabile legge che punisce gli utilizzatori delle droghe leggere è frutto di una attenta analisi dettata dagli ultimi 15 anni di proibizionismo sfrenato che hanno provocato solo danni e arretratezza. Siamo stufi di sentire politici, loschi affaristi, preti, “gestori” di centri di recupero, ignoranti, affermare (senza nessun riscontro né scientifico, tanto meno empirico) che la “marijuana” fa male mentre medici, ricercatori, sociologi, malati, assuntori storici (che di riscontri scientifici e di esperienza ne hanno da vendere) vengono azzittiti perché sennò direbbero il contrario.

    Siamo stanchi che il nostro Governo ostacoli la ricerca sulla Cannabis, siamo stanchi che il nostro Governo intralci il reperimento di farmaci a base di cannabinoidi (venduti in quasi tutta Europa) ai malati italiani.

    Perché, la maggior parte degli esseri umani sa che dalla canapa si ricava uno stupefacente, e quasi nessuno sa che dalla canapa si ricavano: abiti, corde, sacchi, carta, creme e oli rilassanti per il corpo, saponi e detergenti. Bioplastica, combustibile non inquinante (Biodiesel), materiale isolante, mattoni, olio alimentare ed un vero e proprio medicinale per svariate patologie. Cent’anni e più di menzogne, nate oltreoceano ed esportate con forza qui in Europa.

    Perché se fosse legalizzata le imposte sulla vendita sarebbero così alte da poter risolvere alcuni dei problemi italiani e si potrebbero finanziare ospedali e centri di recupero per tossicodipendenti e alcolizzati. Perché fra chi si nasconde, chi la rinnega, chi si espone, chi se ne frega, sono circa sette i milioni di “consumatori” solo nel nostro Paese, sette milioni di “persone normali”. Quasi il 15% della popolazione italiana.

    Iniziamo da qui la nostra battaglia liberale per abrogare questa legge liberticida: possiamo organizzarci sulle pagine di questo sito e precisamente nel Forum e direttamente nei Topic dedicato all'argomento messo in rilievo, lo trovate qui: http://www.partitoliberale.org/showthread.php/28-La-via-della-legalità-legalizzare-le-droghe-leggere-è-un-dovere-degli-uomini-liberi
    Di Pubblicato il 10-10-11 16:57



    Trasformare le idee in atti concreti è estremamente complesso e difficile. Chi ci riesce può, a ragione, definirsi un innovatore, un combattente di altri tempi e, forse, di altri luoghi.Ogni organizzazione e ogni dirigente ha una sfida, prima di altre quella di utilizzare al meglio le risorse che ha a disposizione. Enzo Palumbo e gli amici del PLI hanno trasformato delle idee in un atto concreto e tangibile a tutti. Quando il PLI ha iniziato la raccolta delle firme per l'abrogazione della legge elettorale "Porcellum" la sfida sembrava non solo mastodontica ma letteralmente improbabile e demagogica.

    Oggi il Sen. Enzo Palumbo ha firmato in cassazione il verbale di deposito delle firme antiporcellum. Ha trasformato le idee in un atto concreto che in realtà è il completamento di un lungo percorso in cui il PLI è stato determinante. Questa è una reale azione propositiva e non mera protesta fine a se stessa. Voglio ringraziare Enzo e tutti gli amici che hanno reso possibile tutto ciò e per l'insegnamento che ci hanno dato: non dobbiamo vivere di sola protesta ma agire e lavorare sul territorio per coinvolgere tutti i cittadini al fine di apportare i cambiamenti necessari e auspicati da tutti.
    Di Pubblicato il 29-09-11 15:52


    Il PLI è l'unico partito liberale presente in Italia ed è l'unico partito che non ha mai ripudiato le proprie origini. Il cambiamento che c'è in atto in Italia negli ultimi anni ha di fatto modificato in continuazione le posizioni e la collocazione dei partiti politici italiani creando un caos che definire inusuale è un eufemismo.

    Per noi il liberalismo significa rispetto e amore per le persone nelle loro differenze. Questo non significa certo che le differenze non portino a contrasti e, a volte, anche a duri scontri. Ciò inevitabilmente accade perchè le teorie liberali danno cittadinanza anche a teorie antisistema e profondamente in antitesi con le proprie convinzioni.

    Questo nuovo sito dell'Emilia-Romagna vuole essere in realtà un punto d'incontro per chi vuole esprimere le proprie idee e confrontarsi con le idee di un partito che si appresta a mettere in strada le sue capacità e soprattutto la sua forte indole innovativa. Tecnicamente abbiamo voluto creare un reale punto d'incontro tra tutti e con tutti.

    Da tempo ci siamo resi conto di quanto importante sia creare spazi di dialogo diretto con le persone, occasioni di incontro e di confronto che favoriscano l’incrocio, la crescita, ma anche lo scontro di idee: il materiale insomma su cui scrivere, qualcosa che non si fermi ad un semplice post. Abbiamo avuto modo di allargare le potenzialità di condivisione e di divulgazione delle nostre iniziative dando il via ad uno spazio pensato come “rampa di lancio” per iniziative e occasioni prettamente legate a quanto descritto sopra.

    Non nascondiamo le difficoltà che incontreremo nel far divenire questo nuovissimo strumento la casa per i tanti ragazzi che da tempo stanno cercando una loro collocazione. Noi ci proviamo perché pensiamo di poterci confrontare con gli altri e soprattutto perché vorremmo offrire un nuovo servizio, o meglio, un nuovo strumento di aggregazione più attuale, moderno e innovativo rispetto a quelli esistenti.

    Una peculiarità della nostra piattaforma è la piena integrazione tra Forum, Blog, e Notizie che intersecandosi perfettamente tra di loro offrono una nuova esperienza espressiva agli utilizzatori. Si può consultare il Forum Videochattando con i propri amici e consultando i Blog nello stesso istante; tutto è integrato e passare da una informazione all'altra è di una semplicità disarmante.

    Vorremmo infine sottolineare ciò che riteniamo essere caratterista discriminante della nostra esperienza rispetto alle moltissime altre esistenti nello stesso campo, fa riferimento al tipo di dialogo che aspiriamo a sviluppare e al modo in cui esso si “offre” ai suoi fruitori. A differenza della maggioranza dei siti e dei blog di discussione sullo stesso argomento, infatti, abbiamo rinunciato a prendere una chiara posizione politica/ideologica a priori; il sito di fatto non vuole essere una proposta preconfezionata, un contenitore precostituito di idee e di riflessioni.

    I contenuti variano di volta in volta in base a chi li propone, presentano posizioni differenti articolo per articolo, post per post,lasciando la possibilità a chiunque lo desideri di controbattere e di proporre prospettive e considerazioni contrarie o comunque differenti. Anzi, la form di contatto per la richiesta di partecipazione al “progetto” permette ai lettori di divenire autori della proposta, contributori di idee, di iniziative ecc. L’unico filtro che ci siamo proposti di mantenere è quello della serietà dei contributi: ci pare indispensabile favorire l’interazione di proposte e di dialoghi virtuosi che esulino dallo scontro pregiudizialmente orientato e magari gratuitamente offensivo.

    Augusto Tagliati,
    Membro della Direzione Nazionale del PLI.