La legalizzazione delle droghe leggere potrebbe essere un passo avanti verso una società più consapevole delle proprie problematiche e più coerente nelle sue scelte. Ci definiamo una società moderna e democratica ma sicuramente rendere illegali sostanze non pericolose e addirittura che in certi casi possono arrivare ad essere terapeutiche è un freno che dovremmo impegnarci ad eliminare.
La legalizzazione delle droghe leggere prevede la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati (marijuana, hascisc).
Il composto prevalente di tale sostanza è il delta-9-THC una proteina che ha varie qualità terapeutiche. Sostanze come la marijuana, grazie alla presenza di questa proteina, potrebbero essere utilizzate (e sono utilizzate anche se illegalmente) da persone malate di cancro e da sieropositivi per combattere fastidiose conseguenze della chemioterapia o di forti farmaci utilizzati per combattere l’AIDS.
Oltre ai motivi medici, ci sono anche diverse ragioni sociali che sostengono la tesi dei pro-legalizzazione. La legalizzazione delle droghe leggere può, infatti, aiutare a combattere altri problemi egualmente diffusi e molto più gravi come la diffusione di droghe pesanti, soprattutto tra i giovani. La differenza tra droghe pesanti (come LSD, eroina, cocaina) e droghe leggere è molto marcata: mentre le prime portano ad un elevato grado di dipendenza e a gravi danni sia all’organismo sia alla mente, le seconde non portano a nessun problema né fisico né mentale.
Legalizzando le droghe leggere si escluderebbero casi di ragazzi che incominciano a fare uso di droghe pesanti perché imbattutisi durante la ricerca, illegale, di droghe leggere; grazie alla legalizzazione si avrebbe una vendita legale di marijuana e hascisc in un ambiente controllato dalle forze dell’ordine e, quindi, nel quale non ci sarebbe la presenza di droghe pesanti.
Ciò è confermato dai dati pervenuti in Olanda in seguito alla legalizzazione d 929b16j elle droghe leggere. Dopo un decennio di legalizzazione si è avuto il risultato sì di un piccolo aumento della percentuale di consumatori di marijuana ma cosa più importante, si è avuto una consistente diminuzione della percentuale di giovani che fanno uso di droghe pesanti. Se confrontiamo i dati di consumatori di marijuana che hanno fatto uso di cocaina in Italia si ha all’incirca il 16% mentre la cifra paragonabile relativa all’Olanda è l’1,8%.
In breve perché dobbiamo dare retta a stupidi stereotipi che ci sono stati imposti fin dai primi anni Settanta pensando alle droghe leggere come ad un grave problema per la società? Perché non dare retta ai risultati scientifici che affermano che non c’è nessun rischio fisico né mentale nell’assunzione di droghe leggere e perché non legalizzarle aiutando persone malate e prevenendo l’incubo di una società dipendente da droghe pesanti?
A queste domande coloro che sono contro la legalizzazione rispondono con diverse argomentazioni, prima fra tutti la convinzione della nocività delle droghe leggere.
Per quanto riguarda gli effetti terapeutici dei derivati della cannabis, coloro che sono contro la legalizzazione affermano che c’è un altro farmaco (Marinol) messo in commercio negli Stati Uniti nel 1986, che non è altro che la sintesi della proteina che contiene i valori terapeutici della cannabis: il delta-9-THC. Per questo motivo ritengono che il farmaco e la marijuana abbiano la stessa efficacia.
Contro i dati scientifici che con diversi esperimenti in laboratorio hanno negato la nocività delle droghe leggere per quanto riguarda problemi al sistema nervoso, a quello immunitario, e ai polmoni, gli anti-legalizzazione rispondono con i dati raccolti nei pronti soccorsi dove un alta percentuale dei ricoverati per droga afferma di aver fatto uso di marijuana e hashish.
Queste risposte si possono facilmente negare con un attenta analisi dei problemi presentati.
Innanzi tutto si può subito riscontrare l’elevato costo del Marinol: si è calcolato che per un malato di cancro che dovesse assumere tre capsule al giorno di Marinol (un’ipotesi più che accettabile visto gli effetti devastanti della chemioterapia) dovrebbe spendere circa 5.000 dollari l’anno!
Inoltre ci sono alcuni problemi derivanti proprio dal fatto che la proteina non sia inalata direttamente attraverso il fumo ma sottoforma di compressa orale.
Questa forma porta a diversi problemi come ad una più lenta efficacia poichè la compressa impiega tempo per entrare in circolo mentre il fumo della marijuana è pressoché immediato; un altro problema è la difficile assunzione in quanto deve essere ingerita da persone affette da nausea e vomito che per questo sono incapaci di ingerire alcuna sostanza. Altro inconveniente è la sua bassa concentrazione per la quale il paziente è costretto ad ingerire diverse capsule al giorno da cui il problema del costo.
Per questi motivi ben il 44% degli oncologi americani che hanno risposto ad un questionario anonimo, hanno dichiarato di aver suggerito l’uso della marijuana ai propri pazienti; altri hanno affermato che la consiglierebbero se legale benché ci sia la disponibilità del Marinol.
Per quanto riguarda le denunce per l’assunzione di droghe leggere, contro i dati raccolti dagli oppositori alla legalizzazione si può rispondere con un più attento esame dei dati raccolti. Possiamo quindi riferire i dati riguardanti le denuncie per droga rilevate negli ospedali italiani nel 2001 in cui ci sono 6,25% denunce per quanto riguarda l’abuso di marijuana, 15,3% per quanto riguarda la cocaina, 9% per l’eroina. Anche le denunce d’abusi di farmaci venduti normalmente senza obbligo di ricetta superano la percentuale di quelle per abusi di droghe leggere con il 9% di denunce. È infatti vero che nelle cartelle d’ospedale la percentuale delle persone che citano la marijuana è elevata ma, è anche importante ricordare che non è mai citata da sola ma sempre con la presenza d’altre droghe pesanti o con un abuso d’alcol. Si possono quindi notare all’interno del 6,15% degli abusi di droghe leggere che nell’80% dei casi è nominata almeno un’altra droga pesante, mentre nel 15% di casi sono nominate due o più droghe pesanti. All’interno di queste cifre si rileva che nel 60% delle stesse denunce era presente anche l’abuso d’alcolici oltre che quello di altre droghe. Sono quindi nulle le denunce per sola marijuana.
Il più importante tra i motivi per cui sarebbe meglio legalizzare le droghe leggere è Perché di Cannabis non è mai morto nessuno…a meno che non ci sia di mezzo il proibizionismo.
Nome, Anni, Metodo, Motivo:
Marco Pettinato 26 Impiccatosi al palo di una porta di calcio per alcuni gr. di marijuana;
Alessandro Maciocia 25 suicidatosi con il Gas di scarico della propria automobile 2,5 grammi di hashish;
Bruno Bardazzi 21 Suicidio per annegamento 3 grammi di hashish.
Giuseppe Ales 23 Suicidio per impiccagione 2 piantine di canapa
Oltre ad essere scandaloso, morire per pochi grammi di innocuo “fumo” dopo che si viene umiliati, spaventati, trattati come pericolosi criminali e sbattuti su tutti i giornali, è altresì vergognoso che di queste giovani fragili anime, nessuna Tv nazionale ne parla.
Perché siamo stufi di sentire politici, loschi affaristi, preti, “gestori” di centri di recupero, ignoranti, affermare (senza nessun riscontro ne scientifico, tanto meno empirico) che la “marijuana” fa male e medici, ricercatori, sociologi, malati, assuntori storici (che di riscontri scientifici e di esperienza ne hanno da vendere) azzittiti perché sennò direbbero il contrario.
Siamo stufi che il nostro Governo ostacoli la ricerca sulla Cannabis, siamo stufi che il nostro Governo intralci il reperimento di farmaci a base di cannabinoidi (venduti in quasi tutta Europa) ai malati italiani
Perché non si possono ingrassare le tasche della malavita organizzata e non.
Visto che, se vieni beccato con qualche piantina a casa, per lo Stato Italiano sei sicuramente uno spacciatore (come se ti trovassero a casa un piede di porco e ti condannino per furto con scasso).
Visto che non è facile ricreare un ambiente esterno in modo clandestino, molta gente si rifornisce in “piazza”, e secondo voi, per strada, chi ci ricava un guadagno dalla vendita di qualcosa d’illegale? Nove volte su dieci…una persona “illegale”.
Perché, la maggior parte degli esseri umani sa che dalla canapa si ricava uno stupefacente, e quasi nessuno sa che dalla canapa si ricavano: abiti, corde, sacchi, carta, creme e oli rilassanti per il corpo, saponi e detergenti. Bioplastica, combustibile non inquinante (Biodiesel), materiale isolante, mattoni.Olio alimentare ed un vero e proprio medicinale per svariate patologie. Cent’anni e più di menzogne, nate oltreoceano ed esportate con forza qui in Europa.
Perché se fosse legalizzata le imposte sulla vendita sarebbero così alte da poter risolvere alcuni dei problemi italiani e si potrebbero finanziare ospedali e centri di recupero per tossicodipendenti e alcolizzati.
Perché fra chi si nasconde, chi la rinnega, chi si espone, chi se ne frega, sono circa cinque milioni di “consumatori” solo nel nostro Paese, cinque milioni di “persone normali”. Quasi il 10% della popolazione italiana.
Perché la salute è un diritto, non un dovere.




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